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Assalto eolico, il Tar salva la “Stonehenge sarda” 

Credit:  06 aprile 2024 unionesarda.it ~~

Bocciato il ricorso della Green Sardegna 2 che voleva conficcare le pale eoliche a Goni, tra Menhir e necropoli. [The appeal of Green Sardegna 2, who wanted to stick the wind turbines in Goni, between the menhir and the necropolis, was rejected: Renewable energies cannot in any way prevail or, worse, be all-encompassing over other constitutional values, such as the landscape, the environment, the culture, and the identity of a people.]

Il paesaggio visto dalla “Stonehenge sarda” di Pranu Muttedu, nel territorio di Goni (L’Unione Sarda)

Volevano assaltare a colpi di pale eoliche il proscenio prenuragico di Pranu Muttedu, il villaggio megalitico a valle del grande lago del Mulargia, in terra di Flumendosa. Un paesaggio esclusivo, intreccio arcaico tra ambiente selvaggio e segni antichi della grande civiltà del Popolo Sardo. Luoghi senza futuro, secondo i profittatori del vento, venuti anche stavolta da molto lontano. Come avevano già fatto in lungo e in largo per la Sardegna, anche qui pensavano di far girare il totalizzatore degli incentivi di Stato, intercettando le raffiche che da sempre, in questo luogo intriso di spiritualità antica, sagomano crinali, levigano l’orizzonte e “spettinano” lecci e ginepri secolari. Gli è andata male, per oggi e, con ogni probabilità, anche per il futuro. La sentenza di ieri sera del Tar Sardegna non è una decisione occasionale. I Giudici amministrativi non solo hanno scritto una pietra tombale per quelle pale eoliche che avrebbero sfregiato per sempre quel luogo intriso di storia antica e natura incontaminata, ma hanno vergato un capitolo decisivo nel futuro dell’Isola. Ciò che non sono riusciti a fare politica e istituzioni a tutti i livelli, lo stanno facendo i togati del Tribunale Amministrativo della Sardegna.

Verdetto “costituzionale”

Non semplicemente un verdetto, ma un pronunciamento che assume per molti versi un valore “costituzionale”, mettendo nero su bianco una delle più autorevoli, illuminate e moderne interpretazioni della Carta delle leggi. Una sentenza preceduta da una lettura attenta di tutti i valori impressi in quella Costituzione che ancor oggi sembra rappresentare l’ultimo baluardo di buon senso e lungimiranza. Quel che fanno i Giudici del Tar, con la sentenza datata 5 aprile 2024, è un bilanciamento oggettivo e puntuale di quei capisaldi introdotti dai Costituenti e innovati di recente in tema di ambiente.

Il quesito: chi prevale?

Il tema dirimente si può sintetizzare con un quesito: vengono prima le energie rinnovabili, pale eoliche e pannelli fotovoltaici, o l’ambiente e la storia della civiltà sarda? La risposta del Giudice Gianluca Serra, estensore della sentenza, del Giudice Consigliere Oscar Marongiu e del Presidente del Tar in persona, Marco Buricelli è destinata a segnare il futuro dell’Isola. Il passaggio è circoscritto in pochi concetti: «Invero, il “territorio”, quale componente dell’“ambiente”, costituisce il medesimo oggetto di disciplina, assumendo peraltro, nella sua veste culturale ed identitaria, la connotazione di “paesaggio”, evocativo di altri valori costituzionali sottesi (artt. 9 e 32 Cost.) e di altri interessi da comporre». In sintesi: è vero che le energie rinnovabili sono importanti, ma non possono in alcun modo prevalere o peggio essere totalizzanti sugli altri valori costituzionali, quale il paesaggio, l’ambiente, la cultura e l’identità di un popolo. E sono gli stessi Giudici a definire irrilevante ogni altra giurisprudenza che non tenga conto di questi valori: «il bilanciamento compiuto e la motivazione resa in concreto in ordine ai singoli aspetti di incompatibilità ambientale del progetto, segnatamente sotto il profilo del rapporto con la tutela archeologica e paesaggistica, determinano l’irrilevanza, ai fini della valutazione di fondatezza del ricorso, della giurisprudenza ampiamente richiamata dalla parte ricorrente circa la necessità che la tutela del patrimonio culturale non abbia una portata totalizzante». Come dire: il punto di equilibrio per i Giudici non è mettere qualche pala in meno e “sacrificare” un pò di nuraghi e menhir, come avrebbero voluto i tre fratelli di Bolzano Ernest, Thomas e Josef Gostner, titolari del progetto e della Società Green Sardegna 2 srl che ha proposto lo scempio. Il bilanciamento è dato, dunque, dalla salvaguardia assoluta di quei beni tutelati esplicitamente, e in maniera intrinseca, dalla Costituzione. Ai Magistrati di piazza del Carmine, sede del Tar Sardegna, non ha preoccupato nemmeno la valanga di norme che governi e parlamento hanno varato nel tentativo di facilitare l’assalto eolico, in Sardegna prima di tutto. E lo dicono senza troppi preamboli: «le effettive semplificazioni introdotte… non hanno affatto comportato l’affermazione che la tutela dei valori culturali e paesaggistici assume rispetto a tale interesse valore recessivo, restando la loro tutela affidata alle valutazioni – connotate da margini di discrezionalità tecnica pressoché insindacabili dal giudice amministrativo – degli organi competenti”.

Soprintendenza docet

Source:  06 aprile 2024 unionesarda.it

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