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Eolico d’oro senza pagare le tasse [Gold from the wind without paying taxes]  

Credit:  Nazareno Dinoi 19 febbraio 2011 corrieredelmezzogiorno.corriere.it ~~

La multinazionale evadeva l’Iva.

Nel mirino l’azienda danese Vestas:46 milioni accertati.
La finanza: organizzato un complesso sistema di frode.

[Multinational evades VAT. Vestas avoided paying 46 million euros in complex system of fraud.]

TARANTO – Una presunta evasione record di Iva, pari a 46 milioni di euro, è stata scoperta dalla Guardia di finanza di Taranto. A finire sotto i riflettori della polizia economica e finanziaria è la Vestas Italia, multinazionale danese con stabilimento di produzione a Taranto, leader nel campo delle turbine e pale per l’energia eolica. Secondo gli investigatori del nucleo tributario della Finanza, la società avrebbe utilizzato un articolato sistema di frode sul valore aggiunto sfruttando la legge sui cosiddetti «depositi iva». È questo uno strumento che consente di custodire nei magazzini, senza il pagamento dell’Iva, beni nazionali e comunitari a condizione che gli stessi non siano destinati alla vendita al dettaglio. L’imposta sarà assolta dall’acquirente finale al momento dell’immissione in consumo dei beni.

La specifica normativa è stata introdotta per evitare che merci di provenienza extracomunitaria siano assoggettate ad un regime più sfavorevole rispetto a merci provenienti da altri paesi comunitari. Il «deposito Iva» della Vestas, però, secondo quanto avrebbero accertato i finanzieri, era solo fittizio e di dimensioni assolutamente inadatte a contenere gli enormi macchinari prodotti nello stabilimento jonico. Per la finanza i beni della Vestas venivano ceduti alla holding danese (che la controlla), attestando falsamente l’introduzione degli stessi nel deposito Iva fittizio. La casa madre cedeva poi i prodotti nel territorio nazionale ad imprese dello stesso gruppo documentandone la virtuale estrazione dal deposito Iva. Il tutto in completa evasione d’imposta per 46 milioni negli anni fiscali 2009, 2010. In poco più di dieci anni dalla sua nascita, la Vestas in Italia è passata da 50 a oltre 700 dipendenti. Oltre alla produzione delle turbine, la Vestas rifornisce parchi eolici in un’area di mercato che va dall’Africa settentrionale e Sud dei Balcani, all’Egitto, Libia, Giordania. A Taranto esiste un centro di sorveglianza che monitora 24 ore al giorno più di 1800 turbine sparse nel modo capaci di produrre un’energia di 1.817 MW di potenza. Un’azienda sana dal punto di vista della produzione, orgoglio dell’economia nazionale e pugliese.

Proprio l’altro ieri lo stabilimento di Taranto è stato visitato dalla vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia, Loredana Capone. La visita ha impressionato favorevolmente l’esponente della giunta Vendola tanto da spingerla a lasciare queste impressioni sulla sua bacheca di facebook: «Ho visitato Vestas a Taranto: 800 dipendenti del territorio, la maggiore azienda di produzione di pale eoliche d’Italia, non riceve incentivi pubblici, investe in turbine di nuova generazione, crea indotto. Molte aziende dell’indotto sono nella meccanica: prima erano in crisi ora si sono riconvertite producendo per il settore dell’energia. Eppure – conclude l’assessore Capone – una comunicazione falsa e tendenziosa racconta che in Puglia si specula soltanto senza creare lavoro». Nel 2010 le fiamme gialle del comandante provinciale, colonnello Nicola Altiero, hanno effettuato 1.173 controlli fiscali in tutta la provincia, scoprendo evasioni dell’Iva per 96 milioni di euro con una sottrazione d’imponibile di altri 68 milioni di euro. Il rappresentate legale della Vestas è stato denunciato all’autorità giudiziaria.

Source:  Nazareno Dinoi 19 febbraio 2011 corrieredelmezzogiorno.corriere.it

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